Fondata intorno al 582 a. C., da coloni geloi di origine rodio-cretese guidati da Aristinoo e Pystilo, la città prese il nome dall' Akragas,fiume che insieme all' Hipsas ne chiudeva il perimetro il primo a levante, l'altro a ponente.
La sua nascita ebbe un lungo prologo che si perde nelle brume della più lontana preistoria e la sua storia fu parecchio movimentata, degna di una grande città.
Il tiranno Falaride (570 - 554 a. C. ) abile stratega, iniziò l'espansione territo­riale ed economica, mentre successivamente il tiranno Terone (488 - 471 a. C.) portò la città a livello di grande potenza. La vittoria di Imera (480 a.C.), ottenuta da Terone al fianco del tiranno siracusano Gelone, contro i cartaginesi per la supremazia nell'isola e il controllo dei traffici marittimi, segnò una svolta determinante nello sviluppo di Akragas.
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Zingarello
Per celebrare nel più degno dei modi la vittoria, Terone decretò la costruzione del maestoso tempio di Giove Olimpico.
Nel V secolo a. C. Akragas si ingrandì e si abbellì, tanto da meritarsi da Pindaro l'appellativo di "più bella città dei mortali", ed Empedocle disse degli akragantini che costruivano case e templi come se non dovessero mai morire e mangiavano come dovessero morire il giorno dopo.
L'edilizia monumentale si sviluppò notevolmente. Furono costruiti anche il tempio della Concordia e il tempio di Hera tra il 450 e il 430 a.C.; i templi dei Dioscuri, di Efesto, e di Esculapio tra il 430 e il 410. La Valle dei Templi fu recintata e compresa entro mura massicce interrotte da numerose porte d'accesso.
Lo splendore economico e politico di quel tempo fu accompagnato da un notevole sviluppo delle lettere e delle arti. Akragas arrivò a contare più di 300.000 abitanti e la cultura fu rappresentata da uomini di grande prestigio: Acrone rivaleggiava in filosofia e nell'arte oratoria con Empedocle; Dinoloco dava incremento alla commedia e Carcino alla tragedia; e ancora Metello, che fu il maestro di Platone, ed Esseneto che vinceva nei giochi olimpici.
Nel 406 a.C. ripresero le ostilità con i cartaginesi che assediarono e distrussero la città. Venne poi ricostruita da Timoleonte il quale dopo aver sconfitto i cartaginesi nel 340 a. C. si meritò l'appellativo di secondo fondatore della città. Seguì quindi un periodo di fortune alterne fino al 210 a. C. quando venne occupata dai Romani che la ribattezzarono Agrigentum e l'arricchirono di eleganti edifici e le diede­ro importanza commerciale e agricola. Successivamente, sotto i Bizantini, la città visse un periodo di decadenza.
Nell'827 cadde sotto la dominazione araba e riacquistò in parte l'antico splen­dore di un tempo.
Con gli Arabi la città fu ricostruita più in alto, fu arricchita di monumenti, di moschee, assunse il ruolo di una vera for­tezza, e le venne dato il nome di Kerkent.
Dal 1086 sotto i Normanni visse un periodo di grande pro­sperità economica e fervore cultu­rale. Durante il periodo dei Borboni partecipò alle vicende rivoluzionarie dell'isola. Nel 1927 il suo nome fu mutato in Agrigento. Oggi anche se adornata da tantissimi monumenti, Agrigento è famosa sopratutto per la Valle dei Templi che offre uno spettacolo unico al mondo.
La Valle ha affascinato poeti, cantori ed artisti di tutte le epoche. Goethe due secoli fa disse di essa:" Non potremo mai gioire di più nella nostra vita, dopo aver visto un quadro tanto stupendo in questa splendida valle ".
Peyrefitte disse dei templi che "sembrano luminosi anche nei giorni più grigi . E' in essi una vita misteriosa".

 

   
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